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Contabilità libero professionista

Per gestire la contabilità del libero professionista, nella maggior parte dei casi si decide di affidarsi alle competenze e alle conoscenze di terzi soggetti, come commercialisti e ragionieri, così da adempire in maniera corretta a tutti gli obblighi fiscali e giuridici. Spesso, infatti, i liberi professionisti non riescono a districarsi bene nella scelta del regime di contabilità più conveniente tra quelli previsti dal fisco italiano. Tutto ciò per via della complessità e della continua evoluzione cui è soggetta la normativa in vigore. Così decidono di rivolgersi a figure professionali che siano esperte in materie commerciali, economiche, tributarie, finanziarie e di ragioneria.

Prima di approfondire la contabilità del libero professionista, è meglio chiarire prima chi sia. Con questo termine s’intende il lavoratore che abbia acquisito una professionalità, attraverso specifici studi come la laurea, che è in grado di mettere al servizio dei clienti senza dover dare conto e ragione ad alcun datore di lavoro. Per esercitare la propria professione, deve presentare all’Agenzia delle Entrate la richiesta di attribuzione della partita Iva e iscriversi presso l’Inps al fondo pensionistico specializzato, in caso esista, o diversamente in quello generico. Può pure iscriversi a enti di previdenza e assistenza privati, propri della categoria professionale cui eventualmente si appartiene.

La contabilità del libero professionista può svolgersi secondo più regimi, ma quella semplificata è da sempre considerata la sua contabilità naturale, a prescindere dall’entità degli incassi effettuati. Questo tipo di regime prevede la tenuta di due registri differenti: uno riguardante iva acquisti e un altro iva vendite. In questi è possibile registrare tutte le operazioni contabili che sono di volta in volta svolte dai liberi professionisti. Così, a conclusione dell’anno solare, la detenzione di questi due registri consente di elaborare un conto economico in cui sia possibile individuare le entrate e le uscite dell’anno e l’utile esercizio su cui saranno calcolate le imposte.

Al regime semplificato possono fare ricorso sia tutti quelli che svolgono per professione abituale e non esclusiva attività di lavoro autonomo diverse da quelle che originano reddito di impresa sia le società o associazioni tra professionisti. In passato tale regime di contabilità ha subito un calo di interesse, a favore della contabilità ordinaria, sicuramente più costosa della prima. Oggi, invece, è appurato che il regime più conveniente per il professionista sia quello semplificato, anche se molti commercialisti continuano a mantenere i propri clienti su quello ordinario. Ovviamente per motivi di puro interesse personale.

Si ricordi, comunque, che in generale la contabilità dei liberi professionisti può essere gestita, su opzione, secondo il regime della contabilità ordinaria e, “naturalmente”, secondo il regime della contabilità semplificata. Inoltre, può essere organizzata pure in base al regime dei contribuenti minimi e in base al regime delle nuove iniziative produttive.